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Pare che si possa fotografare e allora lo faccio, ma mi sento in colpa lo stesso e scatto pochissime foto, veloci e incerte, come questa. |
Molto interessante, però, la scelta delle opere, per l’accostamento che invita a compararne il significato nel paradosso della compresenza di sacro e magico, di naturalistico e di mitico o allegorico. Le due pale che più mi attraggono, nella seconda sala della mostra – la Deposizione del Rosso Fiorentino e quella del Pontormo, della Chiesa di Santa Felicita - benché praticamente coeve, così accostate esprimono tutta la loro diversità nel contrasto di colori e di struttura.
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Deposizione dalla croce, Rosso Fiorentino, 1521 (part.) |
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Pontormo, 1525-28 (part.) |
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Deposizione di Pontormo, part. |
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Jacopo Zucchi, Amore e Psiche, 1589 |
Spostandosi lungo il percorso ci avventuriamo nella commistione di sacro e profano e dunque il Cristo morto e compianto de La Pietà di Luco, di Andrea del Sarto, apre la mostra insieme al dio fluviale di Michelangelo.
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Fata Morgana, Giambologna, 1572 |
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Foto del Nano Barbino non mia, ma trovata in rete. |
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Velazquez, Il principe Baltasar Carlos con un nano, 1630 (non è presente alla mostra, essendo fuori come tema e come epoca...) |
Davanti alla statua del nano scorrono nella mia mente altre immagini, immortalate da Tod Browning nel suo splendido film o immaginate da Tim Barton.
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Freaks, Tod Browing, 1932 |
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Le sorelle siamesi di Freaks, 1932 |
Donne con tre seni o con la barba, uomini con quattro occhi, persone metà donne (di sopra) e metà uomini (di sotto), bicefali e tricefali, transumando dal mito alla scienza, cominciano proprio nel 500 e riempire di sé interi capitoli di testi medici, spesso di chirurgia, e in seguito, riprodotti in cera, le sale vetuste dei molti musei anatomici concepiti soprattutto come ostensione del raro, del fenomenale, dell'abnorme stupefacente.
Ritorno indietro, a un certo punto della visita, per una nuova, veloce occhiata alla seconda sala. Lo faccio perché a me, volterrana, pare strano vedere fuori dalla sua collocazione abituale la Deposizione dalla croce del Rosso Fiorentino. Intanto penso alle persone che per prime mi hanno portato a visitare la Pinacoteca di Volterra e a quelle che nel tempo vi ho accompagnato io.
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Volterra 2016 |
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Volterra 2016. |
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Volterra 2016 |
E mentre la guardo, come tante altre volte ma con occhi diversi, penso alle conchiglie fossili dei muri di Volterra che su, nel vento furioso di maestrale e a ridosso di calanchi alti e scoscesi, conservano, come in un sogno, la traccia del mare.
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Nel 500, con gli occhiali |
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Nel 500, senza occhiali, con la faccia un po' così per sembrare d'epoca |
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