Corno alle Scale - Ultimo dell'anno 2008 |
Corno alle Scale 2008-2009 |
Alpe di Siusi - febbraio 2010 |
Ora
scriverò qualcosa di impopolare, ma io ritengo che non ci sia nessun argomento
che debba essere oggetto di censura e perciò esprimo il mio pensiero anche su questo. E devo fare una seconda premessa, per chi, leggendomi e non conoscendomi direttamente, potrebbe pensarlo: non sono una persona rigida e non amo le ideologie.
Mi auguro davvero che Schumacher ce la faccia e superi il coma, ma non mi interessa se è o no un campione; per me è una persona che è in pericolo di vita e io considero la vita il bene in assoluto più prezioso.
Non posso non pensare, però, che forse una discesa fuori pista, soprattutto quando la neve è fresca e per di più con un ragazzino di quattordici anni, non deve essere presentata come una specie di dimostrazione di coraggio. C'è un pericolo di emulazione, come dire che è bene, è un atto di coraggio, appunto, scegliere i fuoripista anche in condizioni ancor più sconsigliabili del solito. Fra l’altro l'80% degli incidenti mortali di montagna si verificano nel fuoripista, spesso con valanghe provocate dalle stesse vittime. E le notizie di poco fa ci raccontano di altri morti, sempre nei fuoripista, tra i quali un ragazzino di quindici anni.
Devo dire che a volte ho intrattenuto discussioni accese con amici sportivi, chiedendo loro se davvero andare a folle velocità con una macchina o una moto può essere considerato uno sport o non una prova ancestrale di sopravvivenza, un po’ come certi riti ordalici nei quali la divinità mostrava chi era degno e chi no di vivere.
Mi auguro davvero che Schumacher ce la faccia e superi il coma, ma non mi interessa se è o no un campione; per me è una persona che è in pericolo di vita e io considero la vita il bene in assoluto più prezioso.
Alpe di Siusi - 2010 |
Non posso non pensare, però, che forse una discesa fuori pista, soprattutto quando la neve è fresca e per di più con un ragazzino di quattordici anni, non deve essere presentata come una specie di dimostrazione di coraggio. C'è un pericolo di emulazione, come dire che è bene, è un atto di coraggio, appunto, scegliere i fuoripista anche in condizioni ancor più sconsigliabili del solito. Fra l’altro l'80% degli incidenti mortali di montagna si verificano nel fuoripista, spesso con valanghe provocate dalle stesse vittime. E le notizie di poco fa ci raccontano di altri morti, sempre nei fuoripista, tra i quali un ragazzino di quindici anni.
Alpe di Siusi - 2010 |
Devo dire che a volte ho intrattenuto discussioni accese con amici sportivi, chiedendo loro se davvero andare a folle velocità con una macchina o una moto può essere considerato uno sport o non una prova ancestrale di sopravvivenza, un po’ come certi riti ordalici nei quali la divinità mostrava chi era degno e chi no di vivere.
Corvi sul tetto del rifugio - 2010 |
Qualche anno fa in famiglia avemmo a che fare con
un ragazzino, il figlio di mia sorella, e un incidente grave di moto, che ci fece tutti riflettere un po’
di più quando al CTO di Firenze ci trovammo a condividere la nostra angoscia con quella di tanti altri familiari e amici di giovani-centauri. Il racconto delle emozioni di allora è qui. Perché proprio in quei giorni ci fu un ricovero eccellente, in quella clinica, per un incidente di moto anche in quel caso, e i ripensamenti di quei ragazzi, ingessati e ricuciti, ebbero una brusca impennata in negativo.
Corno alle Scale, tra il 2008 e il 2009 |
Non solo vanno fuori-pista, ma ci vanno anche senza sonda ARVA
RispondiEliminahttp://torino.repubblica.it/cronaca/2013/12/29/news/valanga_a_claviere_sepolto_un_ragazzino-74712910/
Ormai viviamo nell'era in cui tutti pensano di poter fare tutto o dire tutto.
Non ci sono più limiti.
Tutto è permesso.
Insultare la gente augurandole di morire.
Fare quello che si vuole sulla strada, in parlamento, ovunque.
Viviamo in un enorme videogioco.
Ho letto l'articolo a cui hai messo il link e mi ha fatto stare male, più o meno per il motivo che dici tu. E' come se si vivesse con una specie di rumore di fondo nelle orecchie, una patina sonora che impedisce di ascoltare i rumori del mondo e rende tutto ovattato, omogeneo, privo di spessore, superficiale. Un attimo e la vita se ne va e non si è più in tempo per voltarci indietro. Viviamo come se fossimo onnipotenti. Allo stesso modo e per lo stesso motivo viviamo come se avessimo un tempo infinito, come fossimo dei immortali e invece dovremmo non rimandare mai la parola non detta, la carezza non regalata, il sorriso o il perdono negato.
EliminaPurtroppo la neve nasconde molte insidie e bisogna essere sempre prudenti.
RispondiEliminaBuon anno nuovo.