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domenica 21 dicembre 2014

Una vibrata protesta diretta ai cinema

Tricky, la piccola triceratops di "Alla ricerca della valle incantata". 
Esprimo ufficialmente la mia vibrata protesta per l’abitudine, che si estende  a macchia d’olio nei  cinema, di proiettare solo nel pomeriggio i film di animazione o cartoni animati che dir si voglia. Questa abitudine è una finestra particolare dalla quale, se ce ne fosse bisogno ancora, si può capire come ci stanno irreggimentando con il nostro tacito consenso. 

"The Illusionist". Metterò qualche immagine tratte dai film di animazione che ho più amato, ma è difficilissimo scegliere!
1) La trovo un’idea bruttissima dal punto di vista culturale: sottintende che ci sono generi minori di arte e cultura, concepiti per soggetti (i bambini) meno senzienti, e incrementa l’idea tecnicistica della specializzazione estrema secondo la quale, alla fine, si arriverà a due soli prevalenti generi di film: quelli per i critici esperti di cinema e quelli per i cretini, i cittadini (elettori) in cerca di evasione mentale.


Un film è un prodotto culturale che parla a tutti e su cui, perciò, tutti dovrebbero avere il diritto di parola: alcuni pochi, i critici, per il linguaggio specifico e per gli aspetti, di storia del cinema o tecnici, a esso correlati; alcuni altri perché magari il film attiene a un argomento del quale si occupano e sono esperti; qualunque spettatore, infine, se il film riguarda in qualche modo, com'è probabile, anche i suoi sogni, desideri e paure.



2) La trovo un’idea bruttissima dal punto di vista degli adulti: perché ce ne sono, come me, per esempio, che amano i film di animazione; e poi perché noi adulti siamo ex bambini e il nostro Io bambino, se anche non si rivela nel qui e ora del nostro aspetto fisico o del nostro modo di parlare, è una parte di noi, abita la nostra dimensione interna e non dovremmo mai essere sospinti a tacitarlo.



3) La trovo un’idea bruttissima anche dal punto di vista dei bambini. Perché pensiamo che possono uscire solo di pomeriggio? Le regole che non contemplano eccezioni, la programmazione rigida di turni, orari, abitudini, ha qualcosa di insano; ma non si tratta solo di questo. Certo, generalmente, sì, la notte i bambini li mettiamo a letto.


Ma volete mettere, per un bambino, il fascino dell’eccezionale dopo cena in cui si va al cinema, con il buio, invece che a nanna sospettando che gli adulti si divertano chissà come o dove? Poveri bambini! Anche in questo modo togliamo loro un altro pezzetto di magia!


Uno dei film che mi sono piaciuti di più tra quelli degli ultimi anni.
(E ne ho visti tanti!)


mercoledì 7 agosto 2013

The illusionist

Dato che per qualche giorno è visibile in streaming qui lo metto in evidenza.






















Il bellissimo e commovente cartone animato “The illusionist” di Sylvain Chomet mostra (in barba all’eccitazione alimentata dal 3D) che è l’arte a dare senso alla tecnica e non, come spesso ci viene suggerito, l’inverso.



In questo film quasi privo di parole si viene catturati dalle immagini magiche capaci di mostrare le città come organismi vivi e palpitanti, quasi dotati di intelligenza e di cuore; e allo stesso modo guardiamo con occhi diversi tutto ciò che solitamente consideriamo materia inanimata: mobili, oggetti, tendine delle finestre, abiti, cilindri, scarpe e cappottini.



Si è vinti fin dall’inizio dalla tenerezza che suscitano i personaggi anche solo con il loro modo di muoversi; goffo e allampanato lui, l’anziano illusionista sul viale del tramonto, fragile e incerta lei, la ragazzina che crede nelle sue illusioni e le difende contro un mondo che corre inesorabilmente verso nuove forme di divertimento: rumorose, soffocanti e serializzanti.


“I maghi non esistono” scrive in un malinconico biglietto il protagonista sul finire del film. E’ vero, ma l’illusione, sì, esiste ed è ciò che ci dà la forza di vivere, lottando, quando è necessario, per i propri ideali, amando, quando questo ci rende felici, anche a costo di mettere a rischio le nostre polverose sicurezze.