Visualizzazione post con etichetta Autoritratto come allegoria della pittura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Autoritratto come allegoria della pittura. Mostra tutti i post

giovedì 21 maggio 2015

La veterofemminista



Una nonna di 60 anni che aspira, nella vita, solo a godersi i nipotini; un uomo che con 80 euro può pagare una cena in più alla fidanzata… Mi sono irritata nel leggere di queste recenti considerazioni del più mediatico dei nostri esponenti politici al potere, ma ho tentennato un po’ prima di scrivere la mia rabbia divertita (l’ossimoro è voluto); perché ora mi verrà dato della veterofemminista e mi verrà detto che basta, via, non se ne può più di questi discorsi da fissate! Zitte, tacete, specialmente se avete qualche anno sulle spalle, perché è l'invidia per quelle più giovani a suggerirvi le parole!


Però, come faccio a non dire niente, se penso che quelle due frasi siano un altro segno della regressione che ci colora un po’ tutti! Non posso non ricordare che in questo paese, anche a 85 o più anni, si può ricoprire la massima carica dello Stato purché si sia maschi, s’intende, mentre la prospettiva del fare la nonna a tempo pieno fin dai 60 anni è riservata solo alle donne. Osservando i miei coetanei e le mie coetanee e, in generale, uomini e donne non più giovani, mi accorgo che noi donne portiamo molto meglio la nostra età. La portiamo meglio dal punto di vista fisico e non mi riferisco a quelle di noi che si “botulinizzano” o fanno plastificare perché, anzi, peggiorano la situazione; e la portiamo meglio anche dal punto di vista relazionale e psichico.
 
Artemisia Gentileschi, Autoritratto come allegoria
della pittura
, 1638-1639
Con l'età approfittiamo della maggiore libertà dai figli per dedicarci a molte attività tralasciate, di tipo culturale o artistico, viaggiamo per divertimento, esploriamo ambienti nuovi; in parole povere, tendiamo meno alla pantofolizzazione domestica. Ce lo dicono le statistiche, oltre alla percezione soggettiva: noi donne andiamo molto di più al cinema, a teatro, ai concerti o a vedere mostre di quanto non facciano gli uomini. 





Con l’era del precedente presidente del Consiglio, e dato il suo buon esempio, si è inaugurata una nuova stagione del connubio uomo-donna con dislivello altissimo di età purché il più anziano sia il maschio. Intendiamoci, non ho niente contro amori che nascono nonostante differenze di varia natura, compresa quella anagrafica; anzi, tendo a provare simpatia per chi sfida le convenzioni.

Artemisia Gentileschi, Susanna e i vecchioni, 1610
Però mi colpisce che se la differenza di età fra una donna e un uomo che si amano è superiore ai tre o quattro anni ci si scandalizza o, almeno, la si sottolinea, mentre 20, 30 o 40 anni di differenza se l’uomo è il più vecchio vanno bene; anzi, sono una riprova del valore di lui sul mercato del sociale.

Artemisia Gentileschi, Susanna e i vecchioni, 1622
Quindi forza, mi faccio bersaglio vostro: datemi pure della veterofemminista. Io, invece, vi invito tutti a riflettere e noi donne in primo luogo. In silenzio, senza bisogno di dirlo pubblicamente, ma solo fra voi e voi: chiedetevelo se non siamo di nuovo intrisi completamente di stereotipi che credevamo ormai superati e rispondete, almeno a voi stessi, con sincerità.